THINGS I THINK

Certe notti. I primi giorni con un neonato, quello che gli altri non ti dicono

Written by Lara Rigo

le prime notti con il neonato

Quando metti al mondo un figlio la prima cosa che tutti ti vengono a dire è di tenerti pronta perchè non dormirai più. E quando dicono più intendono proprio più. Quelli che ti dicono subito questo, con una punta di sadismo, sono di solito i neogenitori che a loro volta hanno/stanno passando notti insonni da mesi-anni-decenni e quindi si sentono in dovere di estendere a tutta la popolazione neomammifera la maledizione del “non dormirai più”.

Le prime settimane con un neonato sono le più difficili. E qui non ci piove; ci siamo passati tutti e sappiamo bene quanto sia faticoso svegliarsi, cullare, allattare, cambiare un neonato minuscolo che piange come un’aquila, il tutto alle una, alle due, alle tre, alle quattro di notte… Ricordo quelle notti con un misto di sentimenti: da un lato ero stanca, con le ragadi che mi tormentavano, con la stanchezza e i dolori del parto, i punti e tutto il resto; dall’altro mi sentivo immersa in una sorta di nuovo mondo, di cui non conoscevo l’esistenza e di cui, volente o nolente, avevo iniziato a far parte.

La cosa fantastica delle neomamme è che si possono svegliare al minimo rumore di un neonato e riaddormentarsi nel giro di mezzo secondo; e non solo, ma sono dotate di un sonno molto particolare, perchè anche se magari dormono venti minuti sembra loro di aver dormito dieci ore.  Peccato che questo super sonno duri per due-tre mesi e basta! Questo però le persone attorno non te lo dicono. Ti dicono solo che “non dormirai più”, paventandoti scenari mostruosi di te con le occhiaie perenni e la camminata da zombie.

Certe notti erano così, altre no. Io ricordo notti di canzoni disney cantate e ripetute anche dieci volte, notti di sonno inaspettato ma molto gradito, notti di strilli e disperazione (mia, sua, everybody). Ogni notte è diversa, non sai mai cosa aspettarti e vai a letto già sapendo che ti sveglierai ma che poi non è così difficile come pensavi. Sì, perchè anche questo non te lo raccontano. La capacità di adeguarsi alla nuova situazione. Da fuori sembra impossibile, quando racconti che ti sei alzata 3-4 volta per notte ti guardano con commiserazione come se fossi in punto di morte, ma non sanno che una delle cose di cui madre natura ci ha dotato è la capacità di adeguarsi anche alle situazioni più estreme e dure.

E poi, come dice mia suocera, tutto passa. Bisogna ripeterselo come un mantra “tuttopassatuttopassatuttopassa”, perchè è così, in quelle notti ti sembra di avere la vita ribaltata, non capisci più che ore sono, dove sei, perchè sei, ma poi tutto passa, per davvero! E anche questo non te lo dicono, non ti dicono “non dormirai più… ma poi passa”, è sempre la solita questione del bicchiere mezzo pieno. E tu, guardando il tuo bambino, con tutti i dolori del mondo, con tutta la stanchezza che hai, con tutti gli ormoni che ti scombussolano l’umore, non potrai fare a meno di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno.

Quello vuoto lascialo agli altri.

 

xoxo mammariccia


7 Comments

  • Che bella sorpresa questo blog. In wordpress mi perdo troppe cose.. E soprattutto questo post! Com’è vero. E come ci vorrebbero incoraggiamenti così anziché le solite litanie per tutte le neo-mamme! Tornerò.

  • Tutto passa sì, ma ora sono 5 mesi esatti che non fa più di 3 ore di sonno. Mai fatte. Ne di giorno ne di notte. E piange. Almeno 3 volte x notte. Coliche, reflusso, il ciuccio non lo prende, il biberon nemmeno, il latte inizia a scarseggiare. Quindi tocca dare il latte con il cucchiaino. Ne vogliamo parlare ? Finirà mai. Per me il bicchiere è mezzo vuoto.

    • Anche x me è mezzo vuoto! 6 mesi a letto x gravidanza a rischio e ora… è peggio di quanto mai potessi immaginare! Non dormiamo… siamo stremati… uo piango sempre! Mi sembra di essere all’Inferno!

      • Sembra che non finisca mai questo periodo ma, fidatevi, finisce. E lo so che è facile da dire, lo so che non dormire è dura, soprattutto se poi si deve lavorare o fare altro in casa, lo so. Ma dovete ricordarvi che tutto passa, tutto ha una fine e quello che arriverà è bello, bellissimo. I primi mesi sono durissimi, non ve lo nascondo, e chi dice che basta guardare il proprio figlio per far passare tutto, mente. Siamo genitori ma siamo umani, e piangere è dignitosissimo nonchè liberatorio. Piangete e sfogatevi ma abbiate sempre davanti un obiettivo bene in mente: un mese, poi due poi tre. E pian piano le cose cambieranno perchè i bambini sono così: cambiano continuamente alla velocità della luce.
        Spero di esservi stata di supporto un pochino

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